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December 11 Panta Rei A volte prendi in mano il telefono, lo guardi e decidi di fare pulizia. Cancellare massaggi, foto, quello che ormai non ti serve più.
Poi la tentazione c'è, di guardare, di leggere quei messaggi che prima non avresti cancellato perchè significavano qualcosa, momenti di vita passata. E così la testa viaggia altrove, dove forse nessuno può. Sei catapultato nei ricordi, pensi a loro,quelli che contavano perchè un posto ce l'avevano dentro di te in quel momento, e anche a cosa hai risposto, a cosa è successo e cosa no.
Improvvisamente ti fermi.
Capisci che il mondo non è affatto cambiato, ma lo sei tu. Realizzi che non sono le situazioni ad essere tutt'altra cosa, ma è il tuo modo di avvicinarti ad esse. Capisci, ed è come soffocare in un mare di emozioni che provavi e che provi. Tutta la tua innocenza e fiducia non ci sono più.
C'è qualcos'altro al loro posto una macchia nera che si allarga e inghiotte una personalità passata remota, tutto svanisce, per fare posto ad un bambino sorridente. Il suo futuro non lo sai,ma c'è. Il neonato allarga le braccia e il suo sorriso racchiude la serenità e la disperazione di tutta la vita, in ogni angolo, in ogni spazio, in ogni cosa.
E ti senti innocente.
Ora è tutto in ordine, i messaggi cancellati, la memoria libera. May 08 Look at the facesI doveri non finiscono mai. O forse non finiscono mai per chi il senso del dovere se lo sente addosso come un vecchio giubbotto smesso che non riesce ad abbandonare. Chissà.
Me l'ha detto anche la Manu. Ma se non facessi così come faccio di certo non è il superego a schiacciarmi sotto le sue scarpe, ma sarebbero problemi su problemi che per quanto ignorati tornerebbero a farsi sentire dopo poco. Grazie al cielo ci sono gli amici. Ho tirato un pò di somme i giorni scorsi. Sono ogni giorno a contatto con una moltitudine di persone diverse: da chi desidera girare il mondo da volontario, portare il bene a chi più ne ha bisogno, al ladro che ancora adesso è in fuga dai Carabinieri e tutti speriamo di non ricevere una sua chiamata perchè il cell è sotto controllo, al gay che non sa di esserlo e inventa una miriade di pseudostorie che avrebbe avuto con questa e con quell'altra, a chi è andato con un trans per sbaglio e si spera mai ne paghi le conseguenze, a chi è sempre vestito di nuovo e non sopporta l'idea di essere superato da altri in qualcosa (qualsiasi cosa), a quella che non ha una personalità, alla viziata figlia di papà piena di soldi (ma di sinistra), a quella con due lauree ed il lavoro che ha sempre sognato. E quante altre storie mi circondano? Ma il punto è Te che persona sei? Quale strada hai intrapreso nella vita? Che parte reciti? Per me, per gli altri, chi sei? chi sono? "...muoviti DJ fai veder che sai
far dimenticare tutti i guai..." "...I don't wanna lose the way to excape 'cos I wanna create..." April 08 My First Competition ...beh ci siamo. Domenica 9 Aprile a Roma e - anche se è paradossale - non so ancora di preciso dove...la mia prima gara. La prima volta che vengo giudicato da chi se ne capisce qualcosina. La prima volta che esco dalla mia palestra a mostrare tutto quello che m'hanno insegnato. Sono elettrico e spaventato insieme.
...ditemi "in bocca al lupo" bella gente ve ne prego...ne ho bisognissimo...
ci si risente "dopo". February 13 Cerimonie d'Apertura Torino 2006Dovrei studiare ma non ce la faccio. Con la testa sono ancora naturalmente là, a Torino, nello Stadio Comunale, accerchiato da trentacinquemila persone ( e visto da 2miliardi!!!!!!)… È un anno che ci penso e ripenso e il 10 febbraio sembrava non dovesse (non potesse) arrivare mai… ma poi eccolo già passato e torno a scrivere su un computer che mi conosce da quando ho mandato la prima domanda come atleta arti marziali, audizione volontari Cerimonia d’Apertura. E mi conosceva anche quando mi hanno preso, mi hanno selezionato, ha visto la mia felicità quando ero in mezzo agli “speciali” della Cerimonia…ha visto le mie paure e i miei sforzi. Ma non mi ha mai conosciuto dentro come adesso. Caro foglio elettronico come fai a vedere dentro al mio cuore? Sono solo lì, come lo sono nel mio stomaco che si fa sempre più piccolo sempre di più, perché sono affamato di esperienze e vita che d’un tratto mi sono venute a mancare da quando è finito tutto… In mezzo alla gente ti senti veramente ma veramente vivo, e come dice Neruda capisci che essere vivi non comporta il semplice fatto di respirare. E allora come faccio a rendere idea di un’emozione così forte da non essere nemmeno ancora ben compresa da me? Ma non è stata solo la Cerimonia, quel che è successo dopo, la festa, le persone, Torino stessa erano diventate magiche…ed io ero magico. Amo Torino la gente che c’è le sue ragazze gli amici che puoi trovare, la sua musica i suoi sogni le sue piazze…forse perché lì ho vissuto così tanto in poco tempo.
Ringrazio la Vita per avermi fatto arrivare fino qui, il dott. Carriere per avermi aggiustato in tempo, Davide per avermi fatto conoscere Roberta, Roberta per la bella serata, Paola per avermi sopportato, Marco per avermi ospitato, Giulia per avermi fatto sognare per un po’, Enzo per avermi (averci!) portato fino alla fine, Paola e Corinna perché eravate simpatiche, tutti gli altri che non ho nominato perché siete stati grandi! Ma soprattutto grazie Ale, Fede, Manu, Franco, Carmine, Ale (étoile), Dani e Massi, (i grandi Special Kung-Fu) semplicemente per aver diviso con me questa esperienza.
…Non so per voi ragazzi che siete stati nominati e non, com’è tornare alla routine di tutti i giorni… ma per me, per ora è impossibile. February 02 CostruireChiudi gli occhi e immagina una gioia...
molto probabilmente, penseresti a una partenza a... Se tu vivessi solo di inizi, di incitazioni da prima volta, quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora, penseresti all'odore di un libro nuovo, a quello di vernice fresca a un regalo da scartare, al giorno prima della festa al ventuno marzo, al primo abbraccio, a una matita intera, alla primavera alla paura del debutto, al tremore dell'esordio... Ma tra la partenza e il traguardo... In mezzo c'è tutto il resto... e tutto il resto è giorno dopo giorno... e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire... e costruire è sapere e potere rinunciare alla perfezione... Ma il finale è di certo più teatrale... Così di ogni storia ricordi solo la sua conclusione, cosi come l'ultimo bicchiere, l'ultima visione, un tramonto solitario, l' inchino poi il sipario... Ma tra l' attesa e il suo compimento, tra il primo tempo e il testamento... In mezzo c'è tutto il resto... e tutto il resto è giorno dopo giorno... e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire... e costruire è sapere e potere rinunciare alla perfezione... Io ti stringo le mani, rimani qui cadrà la neve, a breve... (Niccolò Fabi) January 25 Quando Cade un Quadro" A me m'ha sempre colpito sta faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'è una ragione. Perchè proprio in quell'istante? Cos'è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già tutto dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto fra sette anni, per me va bene, okay, allora intesi per il 13 Maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buona notte, 'notte. Sette anni dopo, 13 Maggio, sei meno un quarto: fran. Non si capisce. E' una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli, un mattino e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. " December 14 Primo Racconto - "Giulia"Questo è il primo e devo dire molto particolare racconto che vi propongo...consiglio di copiarlo e incollarlo su un doc word in modo che si possa leggere con tranquillità...(è un pò lunghetto
È un’ora che ti aspetto, Giulia. E sento già gli artigli freddi dell’inverno stringermi come in una morsa letale, su questa panchina vuota, orfana della tua presenza attesa, nella solita piazza di sempre , che tace e trema, e ricorda. La stessa piazza di tutti i nostri incontri, delle storie raccontate e tessute come un filo d’Arianna per uscire dal labirinto della quotidianità, la stessa dove si consumano le nostre sfide già perse in partenza, e non per questo più inutili, contro il mondo fuori, cattivo e duro quanto il sorriso di questo bidello triste e scaltro, che ora mi guarda e sembra dire: non verrà, non questa volta. E al diavolo i suoi sporchi e pochi denti egoisti, Giulia, se per rinnegare le nostre dolci complicità dovrei dargli in pegno un pezzo del mio cuore, pulsante e vivo, malgrado la corteccia. Al diavolo la sua gioia assassina da pochi spiccioli nel vedermi qui solo, come un cane che striscia lungo i muri e chiede venia al tempo delle sue stanche ossa. Ricordi, Giulia, i litigi a cui mi ha costretto questo stesso fiacco individuo, e la mia rabbia violenta, la mia incapacità di tacere e subire. E tu che mi dicevi calmati, Ernesto, stai buono che non ne vale la pena, lo vedi? Sempre col sorriso sulle labbra, quel tuo sorriso faro di gabbiani, sfuggente e morbido come un elfo silvano, brillavano i tuoi occhi di una luce tenera e dolce quando mi guardavi, ed io stavo zitto. Zitto, perché era come tuffarsi in tutte le fosse oceaniche, in tutti i paradisi tropicali dove resiste ancora un mondo magico sotto il pelo dell’acqua, al riparo da occhi indiscreti e cinici, non come i tuoi, che sembravano sgorgare come acqua di fonte, come le vette candide e inaccessibili delle più grandi montagne. Perdersi nel tuo sguardo era vivere, rivivere e morire una cento mille volte, era riconquistare lo stesso senso prima smarrito, perdersi nei tuoi occhi era essere. Smarrito era il senso prima, sì, come me nel tuo abbraccio, dove sfogavo ogni frustrazione, e le sconfitte erano piccoli granelli di una polvere finissima e invisibile, che il primo soffio bastava a far volare via, lontano da noi due abbracciati in una specie di bolla colorata dove il grigio del mondo non sarebbe potuto entrare, mai.
Ma dove sei adesso, Giulia, e dove si nasconde il tuo calore spontaneo in questa mattinata gelida sferzata dal vento. Sono come fantasmi ignobili e mutilati, ombre affaticate di reiterati aborti, questi toni spenti, quando ripenso ai tuoi verdi e azzurri di boschi e foreste e laghi di montagna autentici e inviolati, i tuoi arancioni e gialli come il sud caldi di sole e mare infinito, l’arcobaleno che sembravi avere dentro, riluttante alla prigionia di un corpo ad ogni modo mortale, pronto a sprizzare fuori dai pori per colorare le tue giornate, tutte. Ricordi Giulia la prima volta? Tu stavi seduta, in quell’estate finita macchiata d’autunno, a gambe incrociate, come piace a te, su questa panchina. Leggevi, sorridendo appena al volo sporadico di qualche foglia secca e raggrinzita, presagio di futuri sviluppi frigoriferi. Quello che tu non sai è la moviola triste che mi passava negli occhi, quando ti ho vista. Le immense, lunghe, innumerevoli mattine senza di te, giù da un letto vuoto, con il presagio di una nuova sconfitta in attesa fuori dalla porta, tutti i sogni agitati, persi e scivolati via dalle braccia insonnolite, nei quali rifugiavo la mia tiepida speranza. È stato in quel momento, Giulia, che ho trovato il pezzo mancante della mia vita, quel tassello di giada seppellito nel fango che era la tua esistenza nel mondo, per me, che sei apparsa come solo gli angeli sanno fare, ma sai che non esistono, quindi solo tu. Io ti guardavo Giulia, e dentro di me scandivo secco il ritmo delle pagine girate, il tuo respiro come un’onda continua, refolo impercettibile a sollecitami proprio lì, tra stomaco e cuore, su fino alla gola, tra le parole che avrei voluto dire e aver detto, e che tenevo là in catene, vittime dei troppi fallimenti, delle cadute, delle illusioni, dei raggiri. Avrei voluto lasciarle libere, quelle parole, come ora faccio, libere di raggiungerti e sussurrarti ogni piccolo segreto, a te che eri una nuova luce fatata nell’oscuro tran-tran del quotidiano. Avrei voluto, sai. Ma temevo. Avevo paura, Giulia, che fossi come le altre giovani altezzose puerpere di una società riciclata a me estranea. Ma no, non era così per te. […] E se non suonasse banale (ma in fondo cosa è banale, per chi?) ti direi che il nostro amore và oltre gli schemi, oltre le consuetudini, oltre la vita stessa. È fatto di una pasta ben più solida di tante unioni e disunioni. E non mi convinceranno mai che sono cose che non si possono dire alla nostra età, Giulia. Perché è quella che abbiamo, l’unica. Sostengono che io sia troppo piccolo, troppo giovane e inesperto, troppo poco corrotto. Ma non è altro che aspetto, e la mia vera età resta racchiusa nei cerchi concentrici della mia memoria, che certo ha visto molto più di quanto si ricordino i miei stessi occhi. E se ora fosse anche l’ultima volta che guardo verso al strada, tra la gente che si affretta e ti cerco, ti direi che è stato un onore, Giulia, più grande di tutto, l’averti avuta, come tu hai avuto me. Giulia – finale 1 Ma se sapessi, mia cara, come mi urlano nelle orecchie questi signori che si proclamano miei amici. I loro visi preoccupati (ma preoccupati di che?) mi scrutano come un animale da circo. Mi tirano dentro la loro personale arena e dicono che sono pazzo. Che sono pazzo, sì, sostengono che tu non sia mai esistita, che io ti abbia inventata, Giulia. Dicono che non sei reale. Ma a questo punto ti domando, scegliendo con calma i passi meno noiosi della filosofia che si fregia di una magnifica “F” al suo onore, ti domando: cosa è veramente reale? Questo mondo sporco e ignobile dove trionfa l’arrivismo e la grettezza pasce su cumuli di immondizia, dove a trionfare sono sempre e comunque loro, Giulia, quelli che si riciclano da soli e immergono lo scheletro in sempre nuovi pastoni per riplasmarsi ancora e cavalcare, comunque, l’onda. È questo dove un ceffone è in ogni caso più forte e più veloce ed eloquente di un intero discorso, dove l’unico verde che si coltiva è una serra di piccole e micidiali piante velenose nell’orto quotidiano delle nostre frustrazioni, per ferire almeno, oltre che esser feriti. È forse questa la realtà, Giulia? O non è invece quella eterna e diafana del “nostro” mondo?Quel mondo dove vivono ancora gli elfi e alla luce del sole che spazza le nubi, quando deve, e quando deve piove, e non fa male. Questo dove non si coglie nell’aria che un aroma balsamico, e non nervosismo e rabbia e tristezza. Dove le parole volano piumate nello spettro terso di ogni nuova giornata, e si librano alte sopra le nuvole cariche e grigie ai nostri piedi, lontano fino all’orizzonte ad ogni passo diverso e carico di frutti. Pensaci: è questa la realtà? Ma non devi rispondermi adesso, Giulia. Non ce n’è bisogno. E se ora ti ho invocata, come invoco gli spiriti della neve e del tempo, è solo per la mia tranquillità. Loro, i miei amici, non ti vedono. E se ne stanno confinati nel loro solito. Mi ci trascinano, e in fondo è comunque ora di scuola. Ma non temere, Giulia. Quando mi avranno lasciato un attimo per respirare, tornerò.. da te. E l'unico vero mondo, l'unica realte, sarà il tuo abbraccio caldo che già rimpiango e attendo. Giulia - finale 2 Ma se sapessi, mia cara, come mi urlano nelle orecchie questi signori che si proclamano miei amici. I loro visi preoccupati (ma preoccupati di che?) mi scrutano. Dicono che sei andata via, con uno grosso e forte, senza complessi e grilli per la testa, un arcangelo frocio biondo e muscoloso come un panzer tirato a lucido. Ma non ci credo. Mi hanno detto che non arriverai stamattina, non da sola. Di prepararmi, che la vita è dura e come dice il detto importato dalla Spagna, una scala da pollaio. I miei amici..mi volgiono bene, sai? Loro sanno quanto sono fragile, Giulia, come lo sai tu. Quant sono perduto e indifeso, quanto sono debole. Si preoccupano per questo me accerchiato dagli eventi, ma io gliel'ho detto, Giulia. Gliel'ho detto, che è impossibile, che non devono temere, perchè mai potresti farmi del male, lo sento. Ed ho ragione, Giulia, lo vedi? Non sei di certo quella che cammina lontano e ogni poco mi fissa. Non sei tu quella, con a fianco un armadio, biondo. No, no. E intanto, guarda; quella che non sei mi si avvicina, e ti somiglia tanto, questo sì. Ha i tuoi stessi occhi, ma sono tristi e spenti; le tue stesse labbra, ma io lo vedo, sai, le sue sono sigillate dalla paura. Paura di cosa, poi? Non sei tu quella. Altrimenti perchè questo strano e grottesco gigante mi starebbe urlando in faccia di lasciarti stare e non rompere i coglioni. A te non piacciono i giganti, vero, Giulia? Solo elfi per il nostro mondo magico e irraggiungibile dove siamo andati quel giorno che mi hai sorriso e sei stata mia per sempre. Ma a questo punto ti domando, scegliendo con calma i passi meno noiosi della filosofia che si fregia di una magnifica “F” al suo onore, ti domando: cosa è veramente reale?Questo mondo sporco e ignobile dove trionfa l’arrivismo e la grettezza pasce su cumuli di immondizia, dove a trionfare sono sempre e comunque loro, Giulia, quelli che si riciclano da soli e immergono lo scheletro in sempre nuovi pastoni per riplasmarsi ancora e cavalcare, comunque, l’onda. È questo dove un ceffone è in ogni caso più forte e più veloce ed eloquente di un intero discorso, dove l’unico verde che si coltiva è una serra di piccole e micidiali piante velenose nell’orto quotidiano delle nostre frustrazioni, per ferire almeno, oltre che esser feriti. È forse questa la realtà, Giulia? Pensaci: è questa la realtà? Ma non c'è bisogno che mi rispondi subito, Giulia. Non ce n'è bisogno. Vienimela a dare lì, la tua risposta, nel posto segreto che sai. Ti aspetterò paziente, e ci entro già con una capriola. Che sia reale o meno non importa, perchè adesso ho in mano il coltello e mi avvicino alle spalle di quella che non sei e al suo carro armato. E se questa è la realtà, Giulia mia adorata, allora preferisco non vedere.. Brenno
L'autore invita chiunque di voi a scrivere e lasciare a commento un terzo finale...può essere un bell'esercizio ma soprattutto per ricordarsi che nella vita le cose possono anche andare bene... December 03 The Monster Within
Il mio pensiero striscia nella memoria. Va a cercare. Tracce di te. Pensieri, ricordi. La notizia ha colpito il mio intimo rapida e dolorosa. No. Non trovo parole, non trovo cosa dire a tuo padre che conoscevo così poco, a tua madre che dopo tanti anni mi ha riconosciuto lo stesso,subito. Non ho parole. Sono nudo e piccolo e senza difese. Provo a parlare, esprimere il mio dispiacere, ma cos’è confrontato col loro? Cos’è quella lacrima soffocata davanti a tutte quelle persone confronto allo strazio che due genitori provano?Quante e quante ancora ne soffocano loro? E’ stato ieri notte. Maledetta notte che ti ha strappato alla vita e alle infinite possibilità che si presentano a tutti noi che abbiamo diciannove anni. Diciannove. Diciannove cazzo. Seconda elementare, terza,quarta,quinta. Prima media, seconda e terza. (..tutte quelle volte che nei miei stupidi litigi con gli altri bambini prendevi le mie parti. )Sono passati due anni da quel bacio. Quello stesso da cui sono scappato. Ne avevo lasciato uno in sospeso, uno che non ti ho mai dato, perché avevo la certezza arrogante e presuntuosa che non era finita lì, e che prima o poi ci saremmo visti ancora una volta. Mancherai a tutti quanti Vale. Questo è il bacio che, amica mia non ti ho mai dato, e che non potrò mai più darti.
Vittorio 01 / 12 / 2005
Sono passati due giorni da quando ho scritto queste poche righe. L’ho fatto di getto scrivendo quello che sentivo in quel momento. Ho deciso di non cambiare una virgola e lasciare tutto com’era. Chissà perché solo adesso sono riuscito a pubblicarlo. Chissà perché solo adesso sono riuscito a vomitare in parole quella serpe che si agitava e mordeva e urlava in fondo allo stomaco. Quel mostro. Fuori ha smesso di piovere, Dio ha deciso almeno di risparmiare la pioggia a una coppia di genitori nel giorno del funerale della loro bambina. Ma dove cazzo guardi quando succedono queste cose? November 05 l'arte per l'arteThe Artist is the creator of beautiful things. To reveal art and conceal the art's aim. The critic is he who can translate into another manner or a new material his impression of beautiful things. The highest as the lowest form of criticism is a mode of autobiography. Those who find ugly meanings in beautiful things are corrupt without being charming. This is a fault. Those who find beautiful things in beautiful things are cultivated. For these there is hope. They are the elect to whom beautiful things mean only Beauty. There is no such a thing as a moral or an immoral book. Books are well written or badly written. That's all. The Nineteenth Century dislike of Realism is the rage of Caliban seeing his own face in a glass. The Nineteenth Century dislike of Romanticism is the rage of Caliban not seeing his own face in a glass. The moral life of man forms part of the subject-matter of the artist, but the morality of art consist in the perfect use of an imperfect medium. No Artist desires to prove anything. Even things that are true can be proved. No artist has ethical sympathies. An ethical sympathy in an artist is an unpardonable mannerism of style. No artist is ever morbid. The artist can express everything. Thought and language are to the artist instruments of an art. Vice and Virtue are to the artist material for an art. From the point of view of form, the type of all the arts is the art of the musicians. From the point of view of feeling, the actor's craft is the type. All art is at once surface and symbol. Those who go beneath the surface do so at their peril. Those who read the symbols do so at their peril. It is the spectator, and not life, that art really mirrors. Diversity of opinion about a work of art shows that the work is new, complex, and vital. When critics disagree the artist is in accord with himself. We can forgive a man for making a useful thing as long as he does not admire it. The only excuse for making a useful thing as long as he does not admire it. The only excuse for making a useless thing is that one admires it intensely. All art is quite useless.
L'artista è il creatore di cose belle. Rivelare l'arte e celare l'artista è il fine dell'arte. Il critico è colui che sa tradurre in forma diversa o in nuova materia la sua sensazione del bello. La più alta come la più meschina forma di critica sono una sorta di autobiografia. Quelli che vedono brutti significati nelle cose belle sono disonesti senza essere interessanti. Questo è un difetto. Quelli che vedono bei significati nelle cose belle sono i raffinati. Per essi c'è speranza. Essi sono gli eletti per cui le cose belle significano solo bellezza. Non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene o scritti male. Tutto qui. L'avversione del diciannovesimo secolo per il realismo è la rabbia di Calibano che vede il suo volto in uno specchio. L'avversione del diciannovesimo secolo per il romanticismo è la rabbia di Calibano che non vede il suo volto in uno specchio. La vita morale dell'uomo fa parte della materia dell'artista, ma la moralità dell'arte consiste nell'uso perfetto di un mezzo imperfetto. L'artista non desidera provare nulla. Anche quello che è vero può esser provato. L'artista non ha affinità etiche. Un'affinità etica in un artista è un imperdonabile manierismo stilistico. L'artista non è mai morboso. L'artista può esprimere tutto. Il pensiero e il linguaggio sono per l'artista strumenti di un'arte. Il vizio e la virtù sono per l'artista materiali di un'arte. Dal punto di vista della forma, il modello di ogni arte è l'arte del musicista. Dal punto di vista del sentimento, il modello è il mestiere dell'attore. Ogni arte è a un tempo facciata e simbolo. Chi va oltre la facciata lo fa a suo rischio. Chi intende il simbolo lo intende a suo rischio. È lo spettatore, non la vita, che l'arte invero rispecchia. La differenza di opinioni su un'opera d'arte indica che l'opera è nuova, complessa, vitale. Quando i critici dissentono tra di essi, l'artista è d'accordo con se stesso. Possiamo perdonare un uomo per aver fatto qualcosa di utile purché non l'ammiri. L'unica scusa per aver fatto una cosa inutile è di ammirarla intensamente. Tutta l'arte è praticamente inutile.
October 13 passa tutto quantoGli occhi fanno quel che possono
nientemeno e niente più tutto quello che non vedono è perchè non vuoi vederlo tu è la vita in cui abiti
nientemeno e niente più sembra un posto in cui si scivola ma queste cose le sai meglio tu chi ama meno è meno fragile
tutti dicono così
ma gli occhi fanno quel che devono solo tu puoi non accorgerti che c'è chi pensa a quello
a cui non pensi tu cosa vuoi che sia
passa tutto quanto solo un po' di tempo e ci riderai su cosa vuoi che sia ci sei solo dentro pagati il tuo conto e pensaci tu September 27 Il mio Wu ShuAh! Sono rinato. L'allenamento mi dà la carica, la motivazione. Non lo so..Hegel diceva che attraverso l'Arte la Religione e la Filosofia l'uomo entra in contatto con l'Assoluto. Beh le arti marziali sono il mezzo con il quale colgo, o meglio scorgo quest'Assoluto. Mi sento in pieno contatto con tutto in palestra..chissà perchè. io sono io, ma sono contemporaneamente il mio movimento, la mia azione, il mio interagire con il compagno (che sia per una forma o un avversario per il combattimento).. più sto a contatto con questa molteciplità di stati, più entro dentro la mia natura, mi metto a nudo, mi scopro labile in più punti, ma non mi faccio schifo. Mai. Guardarsi "dentro" può essere spiacevole. L'animo non è mai pulito, per un motivo o per l'altro, e anche vedendo i miei lati più oscuri, sto bene, perchè mi hanno permesso di arrivare al punto dove sono ora. La mia palestra è anche tutto questo. Ormai non vedo altro che questo. Questo è "il mio" Wu Shu. September 26 ...più di duemila anni fa...Son sbattuto, son straziato,
tormentato, punzecchiato,
sulla ruota dell'arome
rigirato e annientato.
Son stirato, strascicato son squartato e sminuzzato
con la mente obnubilata.
Dove sono io non sto,
la mia mente è ove non sono,
perchè troppe cose ho in testa.
Voglio e non voglio subito,
è l'Amore che si burla
del mio cuore ormai sfinito.
Lo sospinge, lo incalza,assale,
travolge, afferra, alletta.
Offre, dà e non dà, delude.
Se consiglia, poi sconsiglia;
se sconsiglia, poi esorta.
Mi si avventa come il mare,
spezza il cuore innamorato:
nel naufragio di ogni cosa,
non mi resta che affondare.
(Plauto) September 17 buonanotte..non c'è che dire. Adoro il fine serata, ma sopratutto adoro essere l'ultimo che và a dormire, quello che in fondo ha l'ultima parola,quello che poi decide la musica. Questa notte desidero dare semplicemente la buonanotte a tutti quelli che stanno passando di qua, a quelli che leggeranno queste righe domani o i giorni seguenti,a quelli che non le leggeranno mai. Buonanotte. notte di sonno, di veglia, di sesso, di pensieri, di paure, di ansie, di desideri, di sogni (perchè il sonno differisce dai sogni) rigorosamente irraggiungibili - perchè non voglio sentir parlare di sogni raggiungibili: cessano di essere tali. notte di vita. Buonanotte. Il mio corpo è qui, ma la mia mente è dove non sto. lascio al silenzio della notte l'avvolgermi e assopirmi, domani mattina solo voglio ricollegarmi con questo spesso sporco mondo che amo e del quale non cambierei una virgola. la piena accettazione dell'eterno ritorno. Buonanotte. September 16 Belle paroleHo trovato queste parole a questo indirizzo: http://spaces.msn.com/members/nakomah/ Desidero farvele leggere:
questa qua è per te
September 13 tanti auguri a meCiao a tutti: Comunicazionediservizio: Siete tutti invitati questa sera alle ore (boh mettiamoci un'ora a caso tanto chi cazzo se ne frega) 21:00 a casa mia a festeggiare il compleanno di questo gran gran gran gran gran bel ragazzo di 19 anni oggi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Bella.... September 12 Campovolo Reggio Emilia 10 Settembre 2005..ehi..ragazzi la mia esperienza da woodstock l'ho avuta al concerto del Liga, il che non ha escluso il dormire purtroppo per strada sotto l'acqua e al freddo quella stessa notte - poi oddio dormire...venti minuti sul marciapiede di un bar...siamo stati in coda per il treno dalle 2.10 fino alle 7.25 con polizia a tenere la folla davanti e coglioni che da dietro spingevano e urlavano contro 'sti poveri cristi di poliziotti che non facevano nulla se non evitare che con tutta la gente accorsa in stazione qualcuno non finisse stritolato sotto un treno - ...tutto solo per aspettare un merdosissimo treno del cazzo che trenitalia (o gli organizzatori del concerto) non ha saputo organizzare nella maniera appropriata...cmq è stata una figata incredibile essere a Reggio Emilia in quella serata magica..Liga è stato veramente il migliore..mi sono quasi quasi commosso a fine concerto..GRANDE LIGA! finirei lasciando le parole di uno dei suoi pezzi migliori..se non IL MIGLIORE (per ora...il prossimo cd..chissà...)
September 09 Ode alla Vita di Pablo NerudaLentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità. September 07 ... novità ...Beh gente! Cazzo nessuno me l'aveva detto! Qui, in questo posto posso metterci tutto ciò che voglio! Un mio SPACE...su MSNSpaces, la cosa sinceramente per quanto possa sembrare stupida, mi regala un senso di possibilità infinite da sfruttare che neanche immaginate...
Ragazzi veramente 'sta cosa di Internet è da sfrutare al massimo e credo (o almeno spero se non interviene il 'fancazzista e inconcludente omino che c'è in me) che la sfrutterò al più possibile....
Ok dai tanto questo è il primop intervento ce faccio e...in fondo è solo una prova.... |
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